INFORMATIVA IN TEMA DI C.D. “WHISTLEBLOWING” (D.LGS. 24/2023)
La presente informativa è finalizzata a comunicare a tutti gli stakeholders aziendali i contenuti, le modalità e le garanzie per l’inoltro in via riservata di segnalazioni di violazioni e illeciti ai sensi del D.lgs. 10 marzo 2023, n. 24 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2019/1937 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 ottobre 2019, riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni del diritto dell’Unione e recante disposizioni riguardanti la protezione delle persone che segnalano violazioni delle disposizioni normative nazionali”.
Destinatario della segnalazione
La gestione del canale interno di segnalazione è affidata al Gestore delle Segnalazioni individuato nell’Organismo di Vigilanza nominato ai sensi del D.lgs. 231/2001 con delibera del Consiglio di Amministrazione. È possibile altresì inoltrare la segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) tramite il canale esterno (art. 7 D.lgs. 24/2023) o con divulgazione pubblica tramite la stampa o mezzi elettronici.
Contenuto della segnalazione
Il segnalante è tenuto a fornire tutti gli elementi utili a consentire una diligente e appropriata verifica ed in particolare:
Eventuali segnalazioni anonime potranno essere prese in considerazione per ulteriori verifiche solamente allorquando le informazioni ivi contenute consentano di dar corso ad un’adeguata istruttoria nel rispetto di quanto previsto dalla presente procedura e dagli artt. 4, 5 e 12 D.lgs. 24/2023.
Modalità di inoltro e gestione della segnalazione
Le segnalazioni sono effettuate in forma scritta o orale con le seguenti modalità:
Nel caso di segnalazione effettuata oralmente, previo consenso della persona segnalante, essa è documentata mediante registrazione su dispositivo o verbale, che la persona segnalante può verificare, rettificare e confermare il verbale dell’incontro mediante la propria sottoscrizione.
La segnalazione interna presentata ad un soggetto diverso dal Gestore delle Segnalazioni è trasmessa a cura del ricevente e nel rispetto delle garanzie di riservatezza a quest’ultimo entro sette giorni dal suo ricevimento, dando contestuale notizia della trasmissione alla persona segnalante.
Il Gestore delle Segnalazioni rilascia alla persona segnalante avviso di ricevimento della segnalazione entro sette giorni dalla data di ricezione, potendo richiedere ogni integrazione utile o necessaria. Esso procede a sentire la persona coinvolta, anche ove lo richieda, anche mediante procedimento cartolare, attraverso l’acquisizione di osservazioni scritte e documenti. Il Gestore fornisce riscontro alla segnalazione entro tre mesi dalla data dell’avviso di ricevimento o, in mancanza di tale avviso, entro tre mesi dalla scadenza del termine di sette giorni dalla presentazione della segnalazione. In qualunque momento il segnalante può chiedere informazioni al Gestore delle Segnalazioni sullo stato di avanzamento del procedimento mediante l’invio di apposita richiesta, con le modalità usate per la trasmissione della segnalazione.
Obbligo di riservatezza
Il contenuto e l’identità della persona segnalante e qualsiasi altra informazione da cui essa possa evincersi, direttamente o indirettamente, non possono essere rivelate, senza il consenso della persona segnalante, a persone diverse da quelle competenti a ricevere o a dare seguito alle segnalazioni ed espressamente autorizzate a trattare tali dati.
Misure di protezione
Nei confronti del segnalante si applicano le misure di protezione previste dal capo III del D.lgs. 24/2023 ed in particolare:
Divieto di ritorsione – il segnalante non potrà essere destinatario di ritorsioni in ragione della segnalazione effettuata, tali intendendosi: licenziamento, sospensione o misure equivalenti; retrocessione di grado o mancata promozione; mutamento di funzioni, cambiamento del luogo di lavoro, riduzione dello stipendio, modifica dell’orario di lavoro; sospensione della formazione o qualsiasi restrizione dell’accesso alla stessa; note di merito negative o referenze negative; adozione di misure disciplinari o di altra sanzione, anche pecuniaria; coercizione, intimidazione, molestie, ostracismo; discriminazione o comunque trattamento sfavorevole; mancata conversione di un contratto di lavoro a termine in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, laddove il lavoratore avesse una legittima aspettativa a detta conversione; mancato rinnovo o la risoluzione anticipata di un contratto di lavoro a termine; danni, anche alla reputazione della persona, in particolare sui social media, o i pregiudizi economici o finanziari, comprese la perdita di opportunità economiche e la perdita di redditi; inserimento in elenchi impropri sulla base di un accordo settoriale o industriale formale o informale, che può comportare l’impossibilità per la persona di trovare un’occupazione nel settore o nell’industria in futuro; conclusione anticipata o l’annullamento del contratto di fornitura di beni o servizi; annullamento di una licenza o di un permesso; richiesta di sottoposizione ad accertamenti psichiatrici o medici.
Gli atti assunti in violazione del divieto di ritorsione sono nulli. Le persone che siano state licenziate a causa della segnalazione hanno diritto a essere reintegrate nel posto di lavoro, ai sensi dell’art. 18 L. 300/1970 o dell’art. 2 D.lgs. 23/2015, in ragione della specifica disciplina applicabile al lavoratore. Il segnalante destinatario di atti di discriminazione ha altresì diritto ad adire l’autorità giudiziaria affinché adotti tutte le misure, anche provvisorie per assicurare tutela alla situazione giuridica soggettiva azionata, ivi compresi il risarcimento del danno, la reintegrazione nel posto di lavoro, l’ordine di cessazione della violazione del divieto di discriminazione e la dichiarazione di nullità degli atti così adottati.
Limitazione della responsabilità – non è punibile l’ente o la persona che riveli o diffonda informazioni sulle violazioni coperte dall’obbligo di segreto o relative alla tutela del diritto d’autore o alla protezione dei dati personali ovvero riveli o diffonda informazioni sulle violazioni che offendono la reputazione della persona coinvolta o denunciata, quando, al momento della rivelazione o diffusione, vi fossero fondati motivi per ritenere che la rivelazione o diffusione delle stesse informazioni fosse necessaria per svelare la violazione e la segnalazione è stata effettuata.
Rinunce e transazioni – le rinunce e le transazioni, integrali o parziali, che hanno per oggetto i diritti e le tutele previsti dal D.lgs. 24/2023 non sono valide, salvo che siano effettuate nelle forme e nei modi di cui all’art. 2113 co. 4 c.c.
Nota informativa
Con la presente comunicazione si rende altresì noto che:
Privacy e Trattamento dei dati personali
Titolare del Trattamento dei dati personali è VALENTE SRL, con sede in via L. Galvani 2/4 – 35011 Campodarsego (PD), c.f. e p.iva 00257760280, in persona del legale rappresentante, che opera mediante il Gestore delle Segnalazioni individuato nell’Organismo di Vigilanza nominato ai sensi del D.lgs. 231/2001 con delibera del Consiglio di Amministrazione.
Categorie di dati personali
In linea di principio, il sistema di segnalazione illeciti può essere utilizzato dal segnalante anche mantenendo l’anonimato e quindi senza fornire dati personali e in particolare la propria identità. Il conferimento dei dati personali è facoltativo e pertanto l’eventuale mancato conferimento dei dati non pregiudicherà il diritto a ricevere un riscontro alla segnalazione, e a godere delle tutele previste dalla legge.
I dati personali potranno essere acquisiti dalla Società in quanto contenuti nella segnalazione o negli atti e documenti a queste allegati, oppure tramite specifici approfondimenti istruttori. Le persone a cui si riferiscono i dati personali trattati sono, tra l’altro i) persone a conoscenza dei fatti segnalati, o che comunque vengono richieste di fornire informazioni a fronte di una segnalazione ii) “soggetti coinvolti” (cioè incolpati della violazione oggetto della segnalazione), iii) “soggetti tutelati” (cioè che godono delle tutele inderogabili previste dalla normativa a fronte di una segnalazione), iv) altre persone che a vario titolo possono essere messe a conoscenza della segnalazione.
Trasferimento e destinatari dei dati personali
Il Titolare nel rispetto della tutela della riservatezza dell’identità del segnalante, potrà condividere i dati, in conformità al principio di stretta necessità, proporzionalità e minimizzazione, con:
Modalità del trattamento e misure di sicurezza
La Società adotta misure tecniche e organizzative adeguate per garantire la protezione dei dati e la riservatezza, fatto salvo quanto previsto dall’art. 12 del D. lgs. n. 24/2023 – con particolare riferimento all’identità del segnalante, delle persone coinvolte e/o comunque menzionate nelle segnalazioni, del contenuto delle stesse e relativa documentazione.
Il trattamento dei dati è svolto con modalità cartacee ed anche telematiche ad opera di soggetti formalmente incaricati. Il trattamento non prevede processi decisionali automatizzati, compresa la profilazione, rientranti nell’ambito di applicazione dell’art. 22 Reg. UE 2016/679.
I dati personali sono conservati su server ubicato all’interno dell’Unione Europea. Il titolare ha svolto una valutazione di impatto e predisposto adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati personali.
Base giuridica e finalità del trattamento
I dati saranno trattati per le seguenti finalità: i) valutare l’ammissibilità e fondatezza della segnalazione di illeciti comunicata, ii) applicare le misure di tutela e supporto dei soggetti protetti dalla normativa, iii) dare seguito alla segnalazione e, se possibile, misure di risposta ai risultati di una segnalazione, iv) applicare eventuali misure disciplinari o altre sanzioni contro chi segnala con dolo o colpa grave, o contro eventuali soggetti coinvolti ai quali sia addebitabile la violazione segnalata, v) difesa o accertamento di nostri diritti nel contesto di procedimenti giudiziali, amministrativi o stragiudiziali e nell’ambito di contenziosi civili, amministrativi o penali sorti in relazione alla segnalazione effettuata, vi) adempiere a qualsiasi obbligo previsto da una legge, da un regolamento o da un’altra normativa applicabile.
Tenuto conto della normativa di riferimento, il trattamento dei dati si fonda sull’obbligo di legge a cui è soggetta la Società in quanto Titolare del trattamento (art. 6, par. 1, lett. c) del GDPR) ai fini del rispetto delle prescrizioni di cui al D. Lgs 24/2023, e, per quanto concerne gli eventuali dati particolari riportati volontariamente dal Segnalante, la condizione abilitante è da rinvenirsi nei motivi di interesse pubblico rilevante sulla base del diritto dell’Unione e degli Stati Membri in relazione alla motivazione per cui è stata disposta la normativa whistleblowing (art 9, par. 2, lett. g) del GDPR ed art. 2 sexies par. 1 del D. Lgs 196/03), nonché, in relazione ai dati particolari, nell’assolvimento di obblighi e sull’esercizio di diritti specifici del Titolare del trattamento e dell’Interessato in materia di diritto del lavoro (art. 9, par. 2, lett. b), GDPR).
Sarà, di caso in caso, richiesto il preventivo consenso del Segnalante (art. 6 par. 1 lettera a) del GDPR) ai sensi del D.lgs. 24/2023, in particolare:
Base giuridica del trattamento per le finalità sub i), ii) e iii) (in relazione alle finalità di attuare misure di risposta ai risultati di una segnalazione, strettamente necessarie per rimuovere le conseguenze della Violazione segnalata) è l’esigenza di adempiere agli obblighi previsti a carico del Titolare dalla legge, da un regolamento o da un’altra normativa.
In relazione alle finalità di attuare misure di risposta ai risultati di una segnalazione, eventualmente diverse da quelle strettamente necessarie per rimuovere le conseguenze della Violazione segnalata, la base giuridica è l’interesse legittimo del Titolare di migliorare l’assetto dell’organizzazione.
In relazione alle finalità disciplinari o sanzionatorie, la base giuridica è l’interesse legittimo del Titolare di perseguire in sede disciplinare o sanzionatoria eventuali inosservanze della Procedura Whistleblowing del Titolare e/o, più in generale, della normativa relativa al whistleblowing.
In relazione alle finalità di difesa o accertamento di nostri diritti nel contesto di procedimenti giudiziali, amministrativi o stragiudiziali e nell’ambito di contenziosi civili, amministrativi o penali sorti in relazione alla segnalazione effettuata, la base giuridica è l’interesse legittimo del Titolare di esercitare la difesa dei propri diritti.
I dati personali che appaiano non ragionevolmente pertinenti e utili al trattamento di una specifica Segnalazione non sono raccolti o, se ricevuti o raccolti accidentalmente, devono essere prontamente cancellati da parte dei Gestori della Segnalazione competenti rispetto alla Violazione.
Allo stesso modo, saranno cancellati i dati personali eventualmente segnalati e riferiti a comportamenti non compresi nell’ambito di applicazione della legge e/o della Procedura Whistleblowing del Titolare. Se le informazioni ricevute contengono dati personali particolari di cui all’art. 9 del GDPR, saranno cancellate immediatamente, senza essere registrate ed elaborate. Se si stabilisce che le informazioni fornite o parte di esse non sono veritiere, devono essere immediatamente cancellate non appena tale circostanza emerge, a meno che la mancanza di veridicità possa costituire un reato, nel quale caso le informazioni saranno conservate per il tempo necessario durante il procedimento legale.
Conservazione dei dati personali
I dati di segnalazione e la relativa documentazione saranno conservati per il tempo necessario al trattamento della segnalazione e comunque al più tardi non oltre 5 (cinque) anni (in Italia) dalla data della comunicazione dell’esito finale della procedura di segnalazione (nel rispetto degli obblighi di riservatezza delle informazioni nonché di limitazione della conservazione, previsti dalle normative applicabili in materia).Successivamente a tale termine, le segnalazioni verranno eliminate dal sistema, oppure conservate in forma anonimizzata, fatta salva l’eventuale esigenza di conservazione per tutto l’ulteriore tempo necessario all’espletamento di un procedimento amministrativo o giudiziario già avviato o per procedimenti investigativi ai sensi del Codice di Procedura Penale.
Sezione | Lunghezza | Armatura | Peso | Dimensioni |
| 6×6 | Da 2,00 a 3,80 m | 8 fili = 4 trecce 2×2,25 | 8 kg/m | ![]() |
| 7×7 | Da 2,50 a 4,70 m | 8 fili = 4 trecce 2×2,2512 fili = 4 trecce 3×2,25 | 11 kg/m | ![]() |
| 7×8 | Da 2,50 a 5,50 m | 12 fili = 4 trecce 3×2,25 | 12 kg/m | ![]() |
| 8×8 | Da 2,50 a 5,50 m | 12 fili = 4 trecce 3×2,25 | 15 kg/m | ![]() |
| 9×9 | Da 2,50 a 5,50 m | 12 fili = 4 trecce 3×2,2518 fili = 6 trecce 3×2,25 | 19 kg/m | ![]() |
| 8×12 | Da 2,70 a 5,80 m | 18 fili = 6 trecce 3×2,25 | 25 kg/m | ![]() |
| 14×14 | Da 4,20 a 5,80 m | 36 fili = 12 trecce 3×2,25 | 42 kg/m | ![]() |
Realizamos estructuras que son tensoestructuras y, por consiguiente, se han de anclar en la tierra para garantizar la tensión permanente de los sistemas.
Por ello necesitamos elementos que, hincados en el terreno, puedan garantizar una fijación y estabilidad adecuadas. Son de forja y presentan dimensiones diferentes para adaptarse a varios los tipos y resistencias del terreno.

Este tipo de anclaje prefabricado está compuesto por un asta y una placa de hormigón armado.
Se utiliza en terrenos con grava o rocas en su interior o en terrenos sumamente arenosos.
Las hélices hexagonales no están galvanizadas ya que los grosores del acero y el diámetro del asta son suficientemente relevantes para minimizar el peligro de corrosión perforante y la consiguiente destrucción del producto.
Este tipo de anclaje es ideal para realizar sistemas de cobertura antigranizo, antilluvia o de sombreo en terrenos sin grava o rocas.

El alambre galvanizado para huertos STRUKTURASTEEL es de acero con un elevado contenido de carbono (mayor que el 0,6%) y revestido con una aleación de cinc y aluminio.
Está trefilado con un diámetro variable de 1,6 a 4 mm, y sirve para conectar todos los postes intermedios, creando el apoyo para las plantas y la fijación de las ramas.
Asimismo, sirve para conectar los extremos de los postes cuando se contemple apoyar encima un material de cobertura, como puede ser, por ejemplo, la malla antigranizo.
Los cables se utilizan para conectar el poste al anclaje en los sistemas con tirante trasero. También se utilizan en los sistemas antigranizo, cumpliendo la función de conexión longitudinal y transversal entre los postes, para estabilizarlos.
Los cables, formados por un trenzado de alambres de acero, son muy flexibles y se adaptan fácilmente a las partes que se han de fijar.
La cantidad de alambres depende de la utilización que se va a hacer y, por consiguiente, de la resistencia que se quiere obtener.
El cable ROPSTEEL se propone también en una versión galvanizada y plastificada, que va revestida con una funda de pvc negro, para que la superficie en contacto con la malla sea perfectamente lisa y evitar así el desgaste prematuro de la malla por el roce.
Además, para facilitar las operaciones de instalación y lograr que sean mucho más rápidas y seguras, se ha creado un cable cortado a medida y con empalme.
En los cultivos de pequeñas frutas, tales como fresas, arándanos, moras, frambuesas y grosellas, varios insectos pueden causar daños importantes a la planta y a los frutos. Estos son los principales:
La mosca pequeña de las frutas pequeñas Drosophila suzukii (Diptera Drosophilidae), originaria del sudeste asiático, apareció en Europa en 2008 en España y en Italia, para luego difundirse por todo el continente. En Italia, D. suzukii se ha difundido de norte a sur y a las islas en pocos años.
Nematus ribesii es una avispa de sierra perteneciente a la familia Tenthredinidae. Se le conoce como parásito de la uva espina.
Anthonomus rubi, conocido como gorgojo de la fresa o de la frambuesa, es un pequeño coleóptero curculiónido, que causa daños, en especial, a los capullos de esta especie.
Frankliniella occidentalis afecta a varias especies, entre las cuales la fresa, en la que crea estrías marrones y deformaciones de los pétalos y malformaciones en los frutos. Los ataques más graves pueden provocar el aborto de las flores y los frutos presentar oscurecimiento y ennegrecimiento de los aquenios.
Áfidos de las pequeñas frutas (fresa, grosellas, frambuesas, etc.)
Chaetosiphon fragaefoli succiona la savia de la planta de la fresa. Las hojas y los frutos se ponen pegajosos por la melaza segregada donde nacen fumaginas. Es, también, un vector importante de varios virus, que afectan a la fresa (Crinke virus, Mild yellow-edge virus)
Pulgón del grosellero (Cryptomyzus ribis) provoca ampollas y falsas agallas en el borde de las hojas, que se tiñen de un color rojo vino. Estos daños se difunden rápidamente a las demás plantas y obstaculizan el desarrollo de los arbustos.
Cochinilla es un insecto pequeño parecido a los áfidos, que se alimenta de la savia de las plantas del grosellero. La melaza, que segrega, transmite enfermedades y mancha las bayas, que pierden valor.
La mosca blanca pertenece al orden de los Hemípteros. Las moscas blancas constituyen la familia de los aleurodehídos. Succionan la savia y transmiten algunos virus. El líquido dulce expulsado por las ninfas favorece la aparición en las hojas de hongos como la fumagina (un hongo negro que daña los árboles afectados).
Lepidópteros defoliadores: sus larvas pueden dañar las hojas y perjudicar el desarrollo de los arándanos. Los más comunes son el gusano del arándano, cuya larva se alimenta de hojas y de brotes, y la polilla del arándano, que afecta, sobre todo, a los frutos.
La presencia de los lepidópteros la indican restos de yemas y flores colgantes de hilos de seda finos.
Los coleópteros y los gusanos barrenadores pueden dañar los arándanos. Los adultos de los coleópteros, como el escarabajo japonés (Popillia japonica) se alimenta de hojas y flores, por lo que causa daños a la producción de arándanos. Los gusanos barrenadores excavan galerías en el interior de las hojas y los adultos se alimentan con hojas y flores, y perjudican la producción.
La rete anti insetto è realizzata dalla tessitura di monofilo plastico e viene utilizzata per coprire e proteggere adeguatamente le colture dai danni causati dagli insetti, soprattutto la DROSOPHILA SUZUKI, la CARPOCAPSA e la CIMICE ASIATICA.
Il materiale utilizzato per la realizzazione delle reti anti insetto è il polietilene ad alta densità (HDPE). Il filo utilizzato è realizzato per estrusione, fondendo e facendo passare attraverso delle griglie forate (estrusori) la materia prima; successivamente viene termostabilizzato, ovvero viene riscaldato per far diminuire tutte le ritrazioni che normalmente presenta il materiale plastico esposto a fonti di calore anche modeste.
La rete antinsetto è realizzata lavorando il monofilo con una particolare tecnica chiamata tessitura a telaio: la maglia che si ottiene con questo tipo di lavorazione è di forma rettangolare di misura variabile ed è indeformabile, cioè le dimensioni non variano quando il telo anti insetto è sottoposto alle sollecitazioni.
Le reti anti insetto sono disponibili nelle seguenti dimensioni:
Rete ANTI-CARPOCAPSA: H 2,50 – 4,00 – 4,60
Rete ANTI-SUZUKI: H 2,00 – 2,50 – 3,00

La malla antigranizo está tejida con un hilo de plástico y se utiliza para cubrir y proteger correctamente los huertos contra los daños ocasionados por el granizo.
Se instala en estructuras específicas y se fija para garantizar una protección total contra los fenómenos atmosféricos, manteniendo siempre una elasticidad mínima para evitar desgastes prematuros del material.
El material, empleado en la realización de las mallas antigranizo, es el polietileno de alta densidad (HDPE) de color negro. El hilo utilizado se obtiene mediante extrusión, fundiendo y pasando por rejillas perforadas (extrusores) la materia prima; a continuación, se termoestabiliza, o sea se calienta para reducir todos los encogimientos que suele presentar el material plástico expuesto a fuentes de calor incluso pequeñas.
Las mallas antigranizo para huertos se realizan trabajando un hilo con una técnica especial, denominada tejeduría en telar; la malla obtenida con este tipo de trabajo es rectangular 2,8 x 8 mm y a prueba de deformaciones, o sea las dimensiones non cambian cuando la malla se somete a las cargas del granizo.
La tejeduría de las mallas se realiza entretejiendo el hilo en hilos de trama y urdimbre.
La malla antigranizo está certificada y garantizada a largo plazo con la documentación relativa, expedida durante la compra.
El cultivo de la planta actinidia (kiwi) puede verse amenazado por varios insectos fitófagos y algunos de estos causan daños directos a los frutos, mientras que otros debilitan el árbol, que resulta más vulnerable a las enfermedades. Estos son los principales:
Argyrotaenia pulchellana (Eulia) es un tortrícido lepidóptero polífago, que vive de hojas, flores y frutos de numerosas plantas herbáceas y arbóreas, cultivadas y selváticas.
Metcalfa pruinosa es un insecto homóptero perteneciente a la familia Flatidae. Puede atacar el kiwi. Succiona la savia y produce secreciones cerosas blancas expulsando la parte dulce como melaza y favoreciendo el desarrollo de fumaginas, que fomentan el desarrollo de hongos perjudiciales que, al recubrir las hojas y los frutos con una capa negra, pueden reducir la fotosíntesis y el crecimiento.
Pseudaulacaspis pentagona (cochinilla blanca) puede causar daños picando las ramas de los kiwis y determinando un estrés y debilitamiento del árbol. En las situaciones más graves, las ramas se secan y se perjudica la fructificación. Los frutos atacados desarrollan un halo rojizo alrededor de los folículos, que determina un daño grave comercial, porque la fruta afectada no se comercializa y no se puede exportar.
Empoasca vitis (Mosquito verde de la vid) pica las hojas de la planta actinidia, alterando el flujo de la savia y la transpiración y creando amarilleos, que pasan rápidamente de las hojas de reciente formación a las más antiguas. La necrosis empieza por el margen de las hojas y, luego, estas se caen, lo que desemboca en una reducción de la fotosíntesis.
Panonychus ulmi (araña roja) que, en condiciones ambientales cálidas y secas, puede infectar el kiwi. Las picaduras repetidas de los ácaros reducen la funcionalidad de las hojas y determinan decoloraciones de las hojas, una defoliación precoz y un debilitamiento general de los árboles afectados.
Autographa gamma. Las larvas de estos lepidópteros pueden causar daños importantes en los árboles de kiwi, ya que se alimentan de hojas y brotes, cuyas pérdidas reduce e incluso puede perjudicar la capacidad de fotosíntesis y determinar una reducción de la producción y de la calidad de los frutos.
Halyomorpha halys es una especie sumamente polífaga, que afecta, también, los árboles de kiwi. En la primavera, los adultos colonizan los árboles y se alimentan y depositan huevos. Asimismo, las larvas, en las varias etapas de desarrollo, se alimentan, también, de la savia de los árboles y de los frutos, lo que provoca su caída y los deforma perjudicando la comercialización.
LA MONILIA DEL CEREZO
La monilia es una de las enfermedades más difundidas y fácilmente reconocibles del cerezo; deriva de dos parásitos diferentes, llamados Monilia laxa y Monilia fructigena, cuya acción resulta incentivada cuando se mueven en un terreno especialmente húmedo y sin que el árbol sea podado y desinfectado correctamente.
El periodo más peligroso es la primavera, cuando las temperaturas empiezan a aumentar y el riego puede ser más abundante, con un riesgo mayor de que se formen acumulaciones de líquidos y estancamientos, que causen la proliferación del hongo.
Es fácil de reconocer cuando las hojas, las flores o los frutos se oscurecen en modo imprevisto, como si estuviesen recubiertos por una capa de moho gris, bastante espesa y compacta, que tiende a pudrirlos desde fuera hacia dentro y provocar la caída.
En cambio, las ramas presentan una apariencia seca con algunas hendiduras, que son indicadores de la enfermedad, en el interior de las cuales las esporas proliferan y donde pueden asentarse también variantes de varias bacterias.
El CORINEO DEL CEREZO
Al corineo se le suele llamar perdigonada, precisamente, para remarcar cómo la enfermedad se manifiesta con manchitas, que tienden a afectar todas las partes del árbol, partiendo de las hojas.
El color característico de estas anomalías es un rojo que tiende al morado y a formar un halo característico, que se ensancha por toda la superficie, lo que provoca la caída de la hoja o del fruto y la muerte.
Asimismo, la patología se reconoce por los pequeños orificios, que se forman dentro del halo, al igual que en las ramas cerca de las yemas, que no pueden abrirse y, por consiguiente, transformarse.
Las cerezas presentan incrustaciones difíciles de eliminar, que impiden que el fruto sea comestible.
Es otra enfermedad fúngica, que se manifiesta, sobre todo, en primavera, cuando la temperatura resulta muy húmeda y las esporas encuentran terreno fértil para proliferar.
EL CÁNCER BACTERIAL DEL CEREZO
El nombre se parece bastante a una amenaza y, de hecho, esta es una de las patologías más peligrosas, que pueden afectar la variedad.
En este caso no se trata de una acción atribuible a un hongo, sino a una bacteria, a la que le gusta anidar en las drupáceas de vario tipo y provocar su muerte muy precoz, al provocar, primero, el secado de las ramas en la parte final hasta llegar al corazón del árbol y a sus raíces.
Los síntomas del cáncer bacterial son manchas oscuras, que se manifiestan irregularmente en las hojas, con halos más claros y difuminados y partes en necrosis en las zonas lignificadas, como lo son las ramas y el tronco.
LAS PODREDUMBRES DEL CEREZO
Entre las patologías más comunes, que pueden afectar al cerezo, encontramos las podredumbres, provocadas por varios factores.
El primero es un riego excesivo de un terreno ya de por sí muy húmedo que, por consiguiente, forma charcos y estancamientos de agua, que causan el deterioro de las raíces, que luego sigue extendiéndose hacia arriba.
En cambio, el segundo factor son algunos tipos de hongos, que se manifiestan con esta modalidad y que, por consiguiente, se han de tratar con procedimientos a base de azufre y otros productos antibacterianos y antisépticos. Uno de los hongos, que afecta, sobre todo, al cerezo en la zona de Vignola y ya presente en Puglia, es el Armillaria mellea, un hongo visible en las raíces de color blanquecino y que puede provocar la muerte del árbol. Lo encontramos, principalmente, en los terrenos donde se lleva mucho tiempo cultivando el cerezo.
Para prevenir este fenómeno, es oportuno, por consiguiente, prestar atención a la preparación del terreno, adaptando el agua a las condiciones atmosféricas y podando de forma táctica las partes secas y enfermas, para evitar que puedan perjudicar los frutos.
GNOMONIA DEL CEREZO
Denominada también "la enfermedad", es una patología que tiende a manifestarse, sobre todo, en verano, y no la provoca la escasez de la cantidad de agua, como se puede pensar, sino un hongo llamado Gnomonia erythrostoma.
Se suele actuar con retraso debido a esta incomprensión, aunque es posible reconocer la diferencia observando las manchas amarillas rodeadas con un halo rojo, que tiende a oscurecerse cuando la necrosis llega a una fase demasiado avanzada.
La hoja ya seca tiende a desprenderse y deja el árbol defoliado.
Al igual que sucede con otras infecciones por esta fuente, el secreto radica en recurrir a un producto a base de azufre o al clásico azufre verde, para detener la proliferación de las esporas, teniendo cuidado de quitar las partes dañadas, que no son recuperables e incentivan solamente la difusión de la enfermedad.
LA ROYA DE LA CEREZA
Similar a la precedente en cuanto a los síntomas, esta enfermedad se manifiesta con manchas marrones, situadas, principalmente, en la cara superior de la hoja, que se oscurece gradualmente hasta morir y caer.
La patología se propaga luego a las ramas e impide a las yemas abrirse y, por consiguiente, el fruto no se forma.
Las pústulas de color blanco, que aparecen con esta condición, pueden eliminarse con un spray a base de cobre, desinfectante y antimicótico, añadiendo un componente de azufre para ejercer una acción fuerte.
ÁFIDO NEGRO DEL CEREZO
Esta es una enfermedad, que puede reconocerse fácilmente, porque se desarrolla tras la infestación de pequeños insectos negros, que se ven a simple vista.
Dichos insectos pican los brotes del cerezo y de otros frutales, depositando un número elevado de otros jóvenes áfidos, que hacen lo mismo.
Por consiguiente, el árbol muere paulatinamente y en poco tiempo, si no se actúa inmediatamente, provocando el nacimiento de cerezas pequeñas, deformes y no comestibles.
La única solución consiste en recurrir a un insecticida específico o a una desinfección auténtica acudiendo a un profesional.
Varios insectos pueden perjudicar la calidad y el rendimiento de las cerezas en los cerezales. Estos son los principales enemigos que hemos de vigilar:

La lona antilluvia es un tejido de rafia, plastificado por un lado, y utilizada para cubrir y proteger adecuadamente los cultivos contra los daños causados por la lluvia.
Mediante un proceso con patente de soldadura, se aplican orillos laterales reforzados (triple capa de tejido), fundamentales para una fijación segura en la estructura; toda la lona es impermeable, se caracteriza por una notable robustez mecánica y resistencia a los desgarros.
Asimismo, en el borde de la lona se realizan orificios para poder insertar los ganchos o los mosquetones, que sirven para la fijación en la estructura.
Las características técnicas de la lona antilluvia son las siguientes:
Valente propone un sistema rápido y automático, que permite abrir y cerrar las lonas antilluvia como si fuesen un paraguas en aras de una gestión óptima del cerezal.
Esta tecnología innovadora, instalada exclusivamente en la estructura MultiShield, ofrece grandes ventajas y representa una solución completa, eficaz, flexible y segura para la protección de las propias cosechas.
De hecho, la disposición particular de las lonas del sistema Multishield permite al operador deslizarlas sobre el bastidor de la estructura, para gestionar la apertura y el cierre en función de las necesidades, con la gran ventaja de dejar crecer los árboles en condiciones normales durante la mayor parte del tiempo, para luego cubrirlas solamente cuando sea necesario, o sea cuando existe efectivamente el riesgo de lluvia, para favorecer así el desarrollo óptimo de dichos árboles.
Con el sistema Valente, dicha operación es rápida y eficaz, al permitir que un único trabajador cierre o abra la cobertura de una fila de cien metros en menos de un minuto, o sea se tardan 20 minutos en una hectárea de terreno.
Las plantaciones de frutales de melocotones y albaricoques están expuestas a varios insectos dañinos, que pueden perjudicar la calidad y la cantidad de la cosecha.
En el melocotonero los daños se concentran en la fase de recolección; los ataques en la fase de floración y cuajado se producen, solamente, en cultivos protegidos, mientras que son raros en el caso de cultivos al aire libre en el campo. El daño es exclusivamente estético y se manifiesta con decoloraciones de la piel, visibles casi únicamente en cultivos de nectarinos donde puede causar graves depreciaciones del producto.
Insectos
El taladro amarillo y rojo atacan melocotoneros y albaricoqueros, excavando galerías en las ramas y en el tronco, que debilitan los árboles, que se rompen y sufren infecciones secundarias. El taladro amarillo (Zeuzera pyrina) se caracteriza por el color amarillento de sus larvas, que excavan galerías en las ramas y en el tronco, y provoca el marchitamiento de los brotes y, en los casos de mayor gravedad, rompe las ramas y predispone el árbol al ataque de hongos.
El uso de coberturas en plantaciones, en la actualidad, convertido en algo habitual en la mayoría de los cultivos basados en formas de conducción modernas, es una historia más bien reciente en realidad. En la década de los sesenta, cuando nuestra empresa se asomó al mercado con la producción de postes en hormigón armado pretensado, la idea de cubrir una plantación no era, seguramente, una de las prioridades de los agricultores, pero, como resulta evidente hoy en día, muchas son las cosas que han cambiado en algo más de 60 años.
A partir de la década de los ochenta, a la protección contra el granizo se fueron sumando pronto nuevas exigencias, tales como la protección contra los insectos, la lluvia, el viento y el sol.
La experiencia adquirida a lo largo de estos años, sin embargo, ha planteado en los últimos tiempos otros dos aspectos, que están resultando fundamentales.
El primero es que dichas coberturas, además de desempeñar sus funciones específicas, en realidad, pueden ser polifuncionales, o sea desarrollar otras tareas y proponer varios tipos de protección.
El segundo es que las coberturas garantizan, asimismo, un microclima mejor para los cultivos bajo diferentes aspectos, crean un entorno más favorable para el crecimiento de los árboles, y aumentan la productividad y la calidad de la fruta.
La literatura científica sobre este tema abunda, en la actualidad, y, haciendo siempre las distinciones necesarias vinculadas con el tipo de cobertura, el cultivo y las características de los varios territorios, concuerda a la hora de certificar sus ventajas en lo que atañe a los siguientes parámetros:
Unas ventajas vitales, si tenemos en cuenta, sobre todo, que la situación ambiental sigue evolucionando y complicándose, con inviernos suaves y heladas tardías, lluvias concentradas y más intensas, eventos de granizo frecuentes, exceso de viento e insolación y aumento de patógenos alóctonos.
Un marco que desemboca en una sola consideración: la fruticultura sin sistemas de cobertura para las plantaciones es impensable actualmente.
Claramente, existen soluciones de varios tipos, como son los tradicionales sistemas antigranizo, los sistemas multifunción con mallas antiinsectos, monohileras o monobloque y con varios niveles de automatización, pero todos ellos ayudan positivamente y, a pesar de una inversión inicial importante, suponen beneficios a largo plazo en cuanto a lo que es la mejora de la calidad y la cantidad de la producción, por lo que los costes están más que justificados.

En las plantaciones de frutales de manzanas y peras, varios insectos y hongos pueden causar daños importantes al árbol y a los frutos. Estos son los principales:
Psila (Cacopsylla pyri). Un insecto que succiona la savia de las hojas y de los brotes, y causa deformaciones que perjudican el árbol. Puede causar defoliación y la muerte de las hojas. La psila produce también melaza, que favorece el desarrollo de fumaginas pegajosas, que recubren los órganos del árbol. Se caracteriza por una elevada capacidad de reproducción (presenta varias generaciones por año y pone más de 500 huevos a la vez).
Las enfermedades fúngicas más conocidas que afectan las manzanas y las peras son:

Los postes de hormigón armado pretensado están realizados con la técnica del pretensado, que garantiza una mayor resistencia mecánica.
Los postes de hormigón Valente presentan una forma trapezoidal con sus cuatro lados lisos sin aristas, para no deteriorar las mallas antigranizo en los sistemas para huertos. En la parte delantera aparece nuestra marca de fábrica: ¡la V de Valente!
Los postes pretensados Valente están realizados mediante la sabia unión de dos componentes fundamentales: el hormigón (Arena y grava mezcladas con cemento Portland 525) y la trenza de acero con un contenido elevado de carbono y de baja relajación (dos o tres alambres trenzados con un diámetro de 2,25 mm).
La calidad de los postes pretensados está garantizada por parte de DNV mediante un certificado de calidad del producto.
Los postes de hormigón están disponibles en la versión KLASSIC en color gris o marrón y en 9 tramos, con alturas desde 2 m hasta 5,8 m.